Tra maggio e luglio 2026 TICO, l’officina mobile della conoscenza, ha fatto tre tappe, dal quartiere Navile a Santo Stefano fino al Treno della Barca, e ha coinvolto più di 3.000 persone. Che cosa ha portato nei quartieri? E cosa ha imparato?
Robot da programmare, ma anche microscopi, visori di realtà virtuale, esperimenti scientifici, film di scienza proiettati all’aperto, giocolieri in piazza, laboratori per scoprire la natura che ci circonda e attività per le scuole e i centri estivi.
Da maggio 2026 un grande camper attrezzato bianco ricoperto di forme vivaci e lungo tredici metri è arrivato nelle piazze e nei giardini di Bologna e per una settimana ha trasformato questi luoghi in un laboratorio gratuito, aperto a un pubblico di tutte le età. Si chiama TICO ed è aperto dalla mattina alla sera per chi vuole sperimentare e imparare scienza e tecnologia.
TICO, un’officina in cui andare (e tornare) per continuare a scoprire ed imparare
Di tappa in tappa, educatori ed educatrici hanno notato qualcosa di semplice e particolare: parecchie famiglie tornavano a TICO. Bambine e bambini che avevano scoperto TICO un pomeriggio si ripresentavano il giorno dopo, e a volte quello dopo ancora. È un segnale che vale più di qualsiasi numero per TICO e per chi segue il progetto: se il primo giorno ci si avvicina con curiosità, cercando di capire che cosa sia quel grande oggetto colorato e dove possa portare, nei giorni successivi diventa un appuntamento, un luogo in cui scegliere di tornare.
Tre quartieri in due mesi
Il viaggio per Bologna di TICO è iniziato il 14 maggio da piazza Lucio Dalla, al Navile, con un’inaugurazione che ha coinvolto nove classi, il sindaco Matteo Lepore e circa 250 persone già nella prima giornata. Da lì il progetto ha raggiunto il Giardino Lunetta Gamberini, nel quartiere Santo Stefano, per poi approdare a luglio al Giardino di piazza Giovanni XXIII, alla Barca, nel quartiere Borgo Panigale-Reno.
Tre tappe, tre quartieri, e oltre 3.000 persone tra chi è salito sul mezzo e chi si è fermato a curiosare e domandare. Nelle prime settimane, con le scuole ancora aperte, le mattine erano dedicate alle classi; da giugno, con l’inizio dell’estate, il posto delle scuole l’hanno preso i centri estivi del quartiere. TICO non ha mai parlato a un solo pubblico, ma ha incontrato persone di ogni età. Durante la tappa alla Lunetta Gamberini, ad esempio, tra i primi appuntamenti in programma c’è stata la visita al quartiere di un gruppo di anziani; la sera prima invece la proiezione di Apollo 11 sotto le stelle ha visto la partecipazione di persone di ogni età.
Il viaggio della conoscenza
Il nome nasce da un gioco linguistico che i bambini afferrano prima degli adulti: TICO è la sillaba finale di praTICO, didatTICO, democraTICO. Corto e ritmato, dal primo incontro diventa subito una parola familiare. È proprio questa musicalità a renderlo un nome accessibile e riconoscibile, capace di rimanere impresso soprattutto nelle bambine e nei bambini, che spesso lo trasformano fin da subito in una parola familiare.
L’idea di partenza è semplice, invece di aspettare che siano le persone a raggiungere i luoghi della divulgazione, è la divulgazione stessa a mettersi in viaggio per i quartieri della città. I musei e i festival della scienza prevedono che sia il pubblico a raggiungerli, e chi vive lontano dai luoghi del sapere spesso non ci arriva. TICO ribalta questa logica e porta scienza e tecnologia sotto casa, direttamente nei quartieri, anche nelle zone più fragili della città, trasformando piazze e giardini in luoghi di scoperta.
Promosso dal Comune di Bologna e dalla Fondazione IU Rusconi Ghigi, con la collaborazione e il sostegno economico di Fondazione Golinelli e la collaborazione di Tper, il progetto fa parte del programma Officine della Conoscenza ed è uno degli strumenti con cui Bologna sta costruendo la Città della Conoscenza.
La Città della Conoscenza è una strategia del Comune di Bologna che mira a rigenerare il quadrante nord-ovest della città attraverso un insieme di progettualità integrate che puntano sulla scienza e il sapere come leve strategiche di rigenerazione urbana e di sviluppo della città. Città della Conoscenza si intreccia anche con altre due strategie portate avanti dal Comune di Bologna, Bologna Missione Clima e Bologna Verde. La prima riflette l’impegno della Città, selezionata tra le 100 città europee pilota, di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 attraverso azioni trasversali su mobilità, energia rinnovabile, efficienza energetica, riduzione rifiuti e aumento del verde urbano, coordinando soggetti pubblici e privati. Bologna Verde invece, è la strategia avviata per aumentare il verde urbano attraverso interventi diffusi di rinverdimento e il coinvolgimento diretto della cittadinanza, al fine di mitigare i cambiamenti climatici e migliorare la resilienza della città.
Un’idea che ha origini lontane
Negli anni recenti diverse città del mondo hanno sviluppato progetti che mettono la conoscenza in movimento, portando scienza e tecnologia fuori dai luoghi tradizionali nei quartieri della città.
In Italia, un altro esempio è “Il Cielo Itinerante”, un progetto che dal 2022 porta telescopi nelle piazze delle aree periferiche. In Austria un camion di nome missimo entra nei cortili delle scuole rurali e trasforma la scienza in una specie di missione a tappe per bambini dagli 8 anni. Ad Atlanta lo STE(A)M Truck porta laboratori di scienza e tecnologia nelle scuole delle comunità meno servite, lasciando agli insegnanti e agli educatori strumenti capaci di continuare il percorso anche dopo la partenza del mezzo.
Bologna ha interpretato questa visione con TICO. E ha radici in un mondo più antico, quello dei bibliobus che dall’inizio del Novecento portavano i libri dove non c’era una biblioteca. Quei mezzi hanno insegnato una cosa che vale anche per un’officina della conoscenza: la forza non sta nella novità, sta nel ritorno. Un mezzo che torna diventa un appuntamento, e un appuntamento in un quartiere è un atto di fiducia.
TICO raccoglie questi progetti ma li interpreta in una direzione propria. Non è solo un laboratorio su due ruote, che porta attività scientifiche dove normalmente non arriverebbero, ma un luogo temporaneo che per una settimana entra nella vita dei quartieri e crea relazioni con chi li vive. Unisce divulgazione scientifica, tecnologia, gioco e incontro, coinvolgendo bambine e bambini, famiglie, adulti, scuole, educatrici ed educatori e realtà del territorio. La sua forza non sta solo nella capacità di portare la conoscenza scientifica e tecnologica in giro per la città, ma nel diventare un appuntamento atteso per le persone che incontra.
Chi sono i partner di TICO
Il percorso di TICO parte grazie a un gruppo di partner speciali.
Fondazione IU Rusconi Ghigi coordina il progetto in ogni suo aspetto, costruisce il programma delle tappe e coinvolge le realtà di quartiere. Promuove anche percorsi di citizen science, un approccio che porta chi abita il quartiere a raccogliere dati sul proprio territorio.
Fondazione Golinelli, invece, cura il programma di divulgazione per le scuole e i centri estivi, accompagnandole classi alla scoperta di robotica educativa, intelligenza artificiale e realtà virtuale, e avvicinando bambine e bambini al mondo dei dati attraverso la data art.
Infine, Tper supporta il progetto con una comunicazione ad hoc cittadina tramite i suoi canali fisici e digitali.
C’è poi un aspetto meno visibile dei laboratori, che è il cuore del progetto. In ogni tappa TICO lavora con chi il territorio lo abita già: associazioni, centri estivi, gruppi di cittadine e cittadini che entrano nel programma con le loro attività e competenze.
“Credo che il valore di queste attività stia soprattutto nella possibilità di apprendere attraverso l’esperienza diretta e di farlo in luoghi vicini alla quotidianità di bambine, bambini e ragazzi. Poter osservare, provare, costruire e sperimentare permette di avvicinarsi alla scienza e alla tecnologia in modo attivo, trasformando la curiosità in un’occasione concreta di scoperta” (un/a tutor di Fondazione Golinelli).
Cosa hanno insegnato le prime tre tappe di TICO
In due mesi TICO ci ha insegnato che scienza e tecnologia possono essere a servizio della città e di chi ne ha più bisogno.
Il progetto ha seguito il calendario della città, adattandosi ai suoi ritmi e alle sue necessità. Quando le scuole hanno chiuso, il posto delle classi l’hanno preso i centri estivi, così il progetto non si è fermato ma ha continuato a girare, trasformandosi in uno spazio alternativo nel periodo estivo, di gioco e formazione per tutte le età.
Ci ha anche insegnato che scienza e tecnologia possono raggiungere i luoghi dove la formazione fa più fatica ad arrivare. La terza tappa, per esempio, ha trovato un quartiere più periferico e fragile: TICO ha trasformato un giardino in uno spazio di incontro e di scoperta, al centro del quartiere.
Questo successo dipende dalla capacità di stare aperti, di prendersi il tempo necessario e di restare disponibili a ciò che accade nei territori. TICO ha infatti dimostrato che scienza e tecnologia possono legarsi al gioco e alla formazione in modo naturale, trasformando una presenza temporanea in un legame che continua a crescere. Ogni tappa ha confermato che la vera forza di TICO sta nella sua capacità di adattarsi continuamente ai luoghi e alle persone che incontra, costruendo relazioni durature nei quartieri dove opera.
Cosa succede adesso
Dopo la pausa estiva, TICO ritorna in città con la sua quarta tappa: dal 24 al 30 settembre 2026 sarà infatti in piazza XX Settembre.
Il calendario e il programma delle attività delle prossime tappe saranno disponibili sulla piattaforma ‘Partecipa’ del Comune di Bologna.
Per saperne di più visita: https://partecipa.comune.bologna.it/partecipa/progetti/tico-officina-conoscenza
TICO, l’officina mobile della conoscenza è promossa dal Comune di Bologna e dalla Fondazione IU Rusconi Ghigi, con la collaborazione e il sostegno economico di Fondazione Golinelli e la collaborazione di Tper. Il progetto Officine della Conoscenza è cofinanziato dall’Unione Europea – Fondi Strutturali e di Investimento Europei, nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – CUP F39I23001380006.

16 maggio 2026, Piazza Lucio Dalla, I Tappa di TICO. “Giocoleria della scienza con Federico Benuzzi” | Foto Fondazione IU Rusconi Ghigi

12 giugno 2026, Giardino Lunetta Gamberini, II Tappa di TICO
“Il cosmo e i misteri dell’universo: cineforum!” Introduzione e proiezione del film documentario “Apollo 11”, seguita da una conversazione a cura della Fondazione IU e del fisico Vito Giardinelli | Foto Massimiliano Donati / Fondazione IU Rusconi Ghigi

19 maggio 2026, Piazza Lucio Dalla, I Tappa di TICO
Laboratorio “Caldo, freddo, asciutto, bagnato. Un’indagine sulle superfici urbane, la “pelle” della città” | Foto: Massimiliano Donati / Fondazione IU Rusconi Ghigi

16 giugno 2026, Giardino Lunetta Gamberini, II Tappa di TICO
“Come respira la Lunetta” | Foto: Massimiliano Donati / Fondazione IU Rusconi Ghigi

9 luglio 2026, Giardino di Piazza Giovanni XXIII, III Tappa di TICO
“Costruiamo una galassia con SOFOS” | Foto: Massimiliano Donati / Fondazione IU Rusconi Ghigi

14 luglio 2026, Giardino di Piazza Giovanni XXIII | III Tappa di TICO
“Come respira la Barca” | Foto: Massimiliano Donati / Fondazione IU Rusconi Ghigi


