C’è un ragazzo con il cappuccio calato sulla testa, una stanza troppo piccola e pensieri troppo grandi. Si chiama Habil, ma potrebbe avere molti nomi. Potrebbe essere uno dei ragazzi che incrociamo ogni giorno senza davvero guardarli: nei centri commerciali, sui treni regionali, alle fermate dell’autobus, nelle periferie reali e simboliche delle nostre città.
Da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio, nella Sala dello Stabat Mater della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna, debutta Habil delle città, il nuovo spettacolo del Teatro dell’Argine, nato nell’ambito del progetto Politico Poetico. Un lavoro che intreccia realtà virtuale, teatro dal vivo e partecipazione giovanile, trasformando la scena in un luogo di ascolto e responsabilità collettiva.
Lo spettacolo, pensato per pochi spettatori e spettatrici alla volta, si sviluppa in due momenti distinti ma profondamente connessi. Nella prima parte il pubblico indossa un visore VR e segue Habil in una giornata qualunque della sua vita. Lo accompagna nei suoi luoghi, nelle sue relazioni, nel suo tempo sospeso. Non accade nulla di apparentemente eccezionale. Ed è proprio questa normalità a rendere più violenta la frattura finale: il corpo di un adolescente ucciso, coperto da un lenzuolo bianco, che interrompe ogni possibile distanza.
Poi la realtà virtuale lascia spazio al teatro. Il pubblico si ritrova seduto in cerchio insieme a sei giovani attrici e attori professionisti under 25. Dopo l’immersione solitaria dentro lo sguardo di Habil, arriva il momento dello stare insieme. Le domande non possono più restare fuori dalla sala. Chi era quel ragazzo morto? Che cosa ci dice della città che abitiamo? Quali responsabilità individuali e sociali emergono quando un adolescente viene perduto così?
Habil delle città nasce da un percorso lungo diciotto mesi nei quartieri e nei centri giovanili di Bologna. I protagonisti della parte video sono ragazze e ragazzi incontrati durante questo lavoro diffuso sul territorio; la parte teatrale dal vivo è invece affidata a interpreti professionisti under 25. È un passaggio delicato e potente: dalla testimonianza diretta alla rappresentazione, dall’esperienza personale alla domanda pubblica.
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di Politico Poetico, che non è soltanto un lavoro con gruppi di adolescenti nelle classi, ma anche un’indagine artistica e umana su quella parte di adolescenza che resta nascosta, marginale, spesso non ascoltata. Accanto allo spettacolo, il progetto comprende laboratori, gli Speakers’ Corners 2026 — evento tra flash mob e spettacolo teatrale diffuso in Piazza Maggiore — e le Lettere alla Città, documento presentato in Consiglio comunale che raccoglie e restituisce i progetti dei giovani partecipanti.
In Habil delle città, il Teatro dell’Argine sceglie di non parlare “dei giovani” da lontano, ma di costruire un dispositivo in cui lo spettatore è chiamato a prendere posizione. Prima dentro lo sguardo di un ragazzo che si sente invisibile, poi di fronte agli altri, in uno spazio condiviso. Perché la domanda che lo spettacolo pone non riguarda soltanto Habil, né soltanto le periferie. Riguarda il modo in cui una città guarda, ascolta o perde i suoi adolescenti.
Le repliche si terranno dal 30 giugno al 5 luglio presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Sono previste doppie repliche il 30 giugno, l’1, 3, 4 e 5 luglio alle ore 19 e alle ore 21.30; il 2 luglio alle ore 10 e alle ore 12.30.
Politico Poetico è un progetto di Teatro dell’Argine, in collaborazione con il Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna e Fondazione IU Rusconi Ghigi, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PN Metro Plus 2021-2027.

